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Weekend a Giannutri e Giglio: due notti tra mare storia e silenzio

Pubblichiamo il racconto di viaggio di un nostro lettore di ritorno da uno splendido weekend a Giannutri e Giglio.

La settimana, per fortuna, è scivolata via con l’ultima riunione chiusa in fretta e un borsone lanciato a bordo. Siamo in quattro, arrivati da  poco a Porto Santo Stefano e pronti per un fine settimana diverso: un weekend in barca a vela a Giannutri – l’isola dimenticata dai rumori – e all’isola del Giglio.

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L’arcipelago toscano: Giannutri e Giglio

L’isola di Giannutri e l’isola del Giglio sono le isole più meridionali dell’Arcipelago Toscano, disposte ad arco nel mar Tirreno di fronte alla costa della Toscana.

L’arcipelago toscano comprende anche Isola d’Elba (la più grande), Isola di Montecristo (avvolta dal mistero), Isola di Capraia, Isola di Pianosa e, infine, la più piccola e settentrionale Isola di Gorgona.

Completano il quadro alcune isole minori nonché secche e scogli affioranti che rendono la navigazione tanto affascinante quanto necessariamente prudente.

Si tratta di terre caratterizzate da un sapiente coacervo di natura incontaminata – in cui la biodiversità si manifesta in tutta la sua grandezza –  ma anche di cultura e storia.

Queste peculiarità le rendono metà ideale per turisti e appassionati del mare ma anche di fantastiche escursioni a piedi (soprattutto nelle isole più grandi).

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Rotta decisa: si parte destinazione Giannutri

Lo skipper si rivela da subito simpaticissimo ma molto pratico, come si addice a un uomo di mare, desideroso di condividere con noi momenti di relax ma di grande rispetto per i luoghi che ci accingiamo a scoprire.

Rotta 173°, destinazione Giannutri: molliamo gli ormeggi per dirigerci verso la più misteriosa e selvaggia delle isole toscane che contiamo di raggiungere in poco più di un’ora dopo aver girato intorno al monte Argentario che, piano piano, ci lasciamo alle spalle.

Alla nostra destra l’isola del Giglio che visiteremo nella giornata di domani.

Il sole pomeridiano ci scalda dolcemente e ci prepara a vivere le nostre prime e indimenticabili sensazioni mentre ci avviciniamo all’isola dall’inconfondibile forma a mezzaluna.

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Tramonto vista Giglio, cena a bordo, risate e stelle

Il tramonto ci coglie già ormeggiati, con il prosecco in mano e l’isola che si tinge d’ambra.

E’ suggestivo vedere il sole sparire dietro l’isola del Giglio e scorgere in lontananza addirittura le coste della Corsica mentre a bordo già si pregusta la cena.

La sera cala rapida, e la cena si fa sul ponte, tutti insieme, tra risate, vento leggero e vino fresco.

Lo skipper ci racconta alcune delle sue più belle esperienze: non sappiamo bene quante siano inventate e quante autentiche ma noi lo ascoltiamo ammaliati.

L’assenza di luce artificiale e le stelle che brillano sono la cornice ideale anche per staccarsi dalla socialità e trascorrere indimenticabili momenti con la persona amata.

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Sabato: l’isola si svela

La mattina è un regalo: mare calmo, profumo di macchia, cicale già al lavoro, è tempo di mettersi all’opera.

Il mare chiama, maschera, pinne, e via.

I fondali di Giannutri sono una sorpresa continua: pareti rocciose, tane di cernie, grotte sommerse, banchi di barracuda.

Per i più esperti, il relitto del Nasim II è un’immersione memorabile, ma anche chi rimane più in superficie può perdersi tra i giochi di luce e le creature che danzano nell’acqua limpida.

Il pomeriggio lasciamo Giannutri per dirigerci verso l’isola del Giglio.

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Destinazione Isola del Giglio

Rotta 345°, ci godiamo una veleggiata tranquilla, scortati da gabbiani e da qualche delfino curioso.

Le riunioni del venerdì mattina sono già un lontano ricordo.

L’isola del Giglio sembra davvero disegnata per chi naviga in barca a vela.

La costa alta e frastagliata, i colori accesi del porto, e quel profumo di ginepro e salsedine che arriva prima ancora di attraccare.

Ci tuffiamo nella acque turchesi di Cala Cannelle o Cala delle Caldane ed è un piacere fare snorkeling.

Decidiamo di fare un rapido giro a terra per osservare da vicino le casette colorate e i pescatori all’opera.

In alto il borgo medioevale arroccato, Giglio Castello da cui si gode un panorama mozzafiato..

La sera, di nuovo in barca. Questa volta ceniamo al largo, tra le due isole, ascoltando il respiro del mare intorno a noi mentre ci sentiamo piccoli e liberi, sotto un cielo che sembra dipinto.

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Domenica: ultimi tuffi e rotta di ritorno

La domenica è lenta, consapevole.

Si fa colazione in pozzetto, un tuffo, fino all’ultimo pranzo a bordo.

Nel pomeriggio, si riparte. Si naviga verso Porto Santo Stefano con la luce calda del tramonto, il cuore pieno e il corpo rilassato.

Il weekend è volato, ma ha lasciato il segno.

Ore 18:30, rientro in porto.

Ma con dentro due isole, due mari, e una voglia già accesa di ripartire.

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