25 Gennaio 2026

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    L’Italia e la Blue Economy: il disegno di legge sulle attività subacquee e iperbariche

    Recensiamo il disegno di legge sulla disciplina delle attività subacquee e iperbariche in corso di discussione presso la Camera dei Deputati

    La Blue Economy e la subacquea

    Se guardiamo ai numeri, l’Italia è già una superpotenza del mare. La Blue Economy nel nostro Paese vale circa 217 miliardi di euro (l’11% del PIL) e la sola filiera industriale della subacquea è cresciuta del 65% negli ultimi tre anni. Eppure, fino ad oggi, questo gigante economico ha camminato su gambe d’argilla dal punto di vista normativo.

    Mentre nasce il Polo Nazionale della dimensione Subacquea puntando a un mercato “underwater” miliardario entro il 2030, la base operativa – ovvero i professionisti che lavorano sott’acqua – è rimasta ferma a regole di decenni fa. La Proposta di Legge C. 1161, attualmente in esame, arriva proprio per colmare questo gap tra l’eccellenza industriale italiana e l’anarchia legislativa.

    L’Evoluzione del Settore

    Per capire l’urgenza di questa norma, basta osservare come è cambiato il mondo sommerso, settore che ha vissuto una metamorfosi radicale.

    Se negli anni ’80 e ’90 la subacquea era una disciplina quasi “militare”, riservata a pochi e con corsi lunghissimi, oggi siamo nell’era della tecnologia accessibile e del turismo di massa.

    L’avvento delle didattiche internazionali e l’evoluzione delle attrezzature hanno reso il mare accessibile a milioni di appassionati.

    Tuttavia, questa esplosione ha creato un paradosso tutto italiano:

    • Eccellenza manifatturiera: Produciamo le migliori attrezzature al mondo.
    • Vuoto professionale: I nostri operatori (lavoratori industriali e istruttori) faticano a vedere riconosciute le loro qualifiche all’estero, e le nostre aziende spesso devono “importare” standard stranieri per lavorare, con costi enormi e perdita di competitività.

    La proposta di legge

    La proposta di legge A.C. 1161 nasce con un intento chiaro: colmare un vuoto normativo che rende l’Italia un’eccezione nel panorama europeo, disciplinando organicamente un settore finora regolato in modo frammentario.

    Il testo mira a tutelare la sicurezza degli operatori e a garantire la libera concorrenza, uniformando i requisiti per l’accesso alle professioni del “mondo sommerso”.

    Di seguito analizziamo i pilastri del provvedimento, distinguendo tra gli obblighi per il settore industriale e le nuove regole per quello turistico-ricreativo.

    I Punti Cardine della Normativa

    Il disegno di legge si fonda su alcuni elementi strutturali che ne definiscono la portata innovativa:

    • Quadro Normativo Unico: Viene superata la frammentazione attuale, introducendo una distinzione netta tra “lavori subacquei e iperbarici” e “servizi subacquei ricreativi”.
    • Registro Professionale Obbligatorio: L’iscrizione diventa condizione necessaria per operare legalmente in Italia e in UE.
    • Standard di Sicurezza Certificati: Richiamo esplicito alle norme UNI e ISO come requisiti di legge.

    Il Comparto Tecnico-Industriale: Nuove Figure e Obblighi

    Il Capo II del DDL ridisegna il profilo del lavoratore subacqueo, introducendo qualifiche formali e requisiti stringenti per le imprese.

    Due nuove figure specifiche

    La legge istituisce due qualifiche specifiche, vietando lo svolgimento di mansioni diverse da quelle corrispondenti al proprio livello:

    • Operatore Tecnico Subacqueo (OTS): Suddiviso in operatore di basso fondale (fino a 50 metri) e operatore di alto fondale (oltre i 50 metri).
    • Operatore Tecnico Iperbarico (OTI): Tecnico specializzato nella manovra delle camere iperbariche e degli impianti di saturazione, figura chiave per la sicurezza degli OTS.

    Il Registro e il Libretto Personale

    Viene istituito il Registro degli operatori subacquei e iperbarici professionali9. Ogni operatore dovrà inoltre possedere un Libretto Personale, vidimato dal compartimento marittimo, dove annotare qualifiche, idoneità medica annuale, singole immersioni effettuate e infortuni. Il libretto deve essere esibito a ogni controllo delle autorità.

    Requisiti per le Imprese

    Le aziende devono adottare un sistema di gestione della sicurezza e della qualità, stipulare polizze assicurative RC specifiche e seguire le procedure operative della norma UNI 11366.

    Il Settore Turistico-Ricreativo: Qualità e Certificazioni

    Il Capo III regola i servizi turistici, imponendo un innalzamento degli standard qualitativi per proteggere l’utente finale.

    Guide e Istruttori

    Per esercitare come Istruttore o Guida Subacquea è necessario possedere brevetti rilasciati da organizzazioni didattiche certificate, copertura assicurativa RC (anche cumulativa tramite il centro diving) e certificato medico annuale.

    Centri di Immersione (Diving Center)

    Possono fregiarsi di questo titolo solo le imprese o organizzazioni no-profit iscritte alla CCIAA (o con atto costitutivo registrato), dotate di sede teorica, attrezzature conformi UE e presidi di primo soccorso.

    Standard ISO

    Le organizzazioni didattiche devono possedere le certificazioni ISO 24801 e ISO 24802. In mancanza, è concesso un periodo di adeguamento di due anni, pena la sospensione dell’attività.

    Sicurezza e Sanzioni

    L’aspetto più critico per le aziende è l’inasprimento del regime sanzionatorio, che introduce fattispecie penali.

    • Lavoro irregolare: Chi svolge attività professionale senza iscrizione al Registro è punito con l’arresto da tre a sei mesi e ammenda da 4.000 a 10.000 euro.
    • Responsabilità del Datore di Lavoro: Il titolare che impiega personale irregolare decade dal diritto di effettuare i lavori e subisce un’ammenda da 5.000 a 12.000 euro per ciascun lavoratore. In caso di recidiva, l’ammenda sale fino a 25.000 euro.
    • Mancata vidimazione: Operare senza il libretto regolarmente vidimato comporta l’arresto fino a tre mesi.

    Il Comitato Tecnico

    Per garantire che la normativa resti al passo con l’evoluzione tecnologica, viene istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un Comitato tecnico per le attività subacquee e iperbariche.

    Composto da rappresentanti dei ministeri, dell’INAIL e delle parti sociali, avrà il compito di proporre l’aggiornamento delle norme tecniche su procedure operative, attrezzature e medicina subacquea.

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