25 Gennaio 2026

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    Viaggio in barca a vela alle Isole Pontine: vento, onde e storie antiche

    Riceviamo e pubblichiamo un breve racconto del viaggio in barca a vela alle Isole Pontine da parte di una nostra amica diportista.

    ***

    Quando avevo deciso di organizzare un viaggio in barca a vela non immaginavo di poter vivere un’esperienza così magica e intensa e anche quando i consulenti di OkDock mi hanno proposto una settimana in barca a vela alle Isole Pontine, ero ancora un po’ scettica.

    Al termine di questa esperienza sono entusiasta e, sebbene sia impossibile rendere appieno le emozioni, cercherò di condividere alcuni momenti con un breve diario di viaggio.

    Giorno 1 – Sabato pomeriggio: salpare da Nettuno

    Il porto di Nettuno profuma di un misto indefinito che sa molto di salsedine.

    Il sole inizia a scendere, tingendo di arancio le murate bianche della nostra barca: un 16 metri comodo e marino, già preparato dal nostro skipper, un uomo dalla calma rassicurante e dal sorriso pronto, capace di alternare spiegazioni tecniche su carte nautiche a ricette da chef stellato.

    A bordo, oltre a me, ci sono due madri e i loro figli adolescenti, 14 e 15 anni.

    Gli occhi dei ragazzi sono già puntati verso l’orizzonte, curiosi e impazienti di vivere la loro prima vera traversata.

    Lo skipper ci accoglie con un briefing di sicurezza, illustrando posizione dei giubbotti salvagente, uso della radio, delle procedure in caso di “uomo in mare” e – dettaglio apprezzato da tutti – la dispensa già piena di ingredienti freschissimi.

    Alle 17:30 molliamo gli ormeggi.

    Il vento leggero da ponente ci accompagna fuori dal porto, mentre dietro di noi la costa laziale si accende di luci.

    La rotta è semplice: navigazione notturna verso Ponza.

    I ragazzi fanno a turno al timone sotto la supervisione dello skipper, imparando la differenza tra orza e poggia, e la bellezza di leggere il mare solo con il tatto sulle mani che stringono la ruota.

    A mezzanotte, il mare è calmo e il cielo stellato è così limpido che lo skipper ne approfitta per una lezione di navigazione astronomica: impariamo a riconoscere la Polare, a stimare l’azimuth e a capire perché i marinai antichi parlavano delle “strade di luce” tracciate dalla luna sull’acqua.

    Giorno 2 – Domenica: Ponza, il primo approdo

    All’alba entriamo nella baia del porto di Ponza, un anfiteatro naturale di case pastello e pareti tufacee. Gettiamo l’ancora poco fuori e scendiamo a terra con il tender.

    La mattina è dedicata a un giro a piedi per il borgo e alla spesa al mercato del pesce: lo skipper, con fare complice, ci fa scegliere triglie e calamari che diventeranno protagonisti di un cous cous marinato al limone preparato in pozzetto.

    Nel pomeriggio, veleggiamo fino a Cala del Core, dove i ragazzi si tuffano con maschera e pinne.

    Lo skipper racconta la leggenda della macchia scura sulla scogliera, “il cuore della regina dei Giganti” che abitavano l’isola, pugnalata a morte dal re, suo marito, perché si era innamorata del dio Nettuno.

    Tramonto in rada a Chiaia di Luna, la falesia bianca che si infiamma di rosa.

    Cena in barca: zuppa di pesce alla ponzese, servita mentre il vento di terra porta profumi di macchia mediterranea.

    Giorno 3 – Lunedì: Palmarola, l’isola selvaggia

    Colazione in navigazione verso Palmarola, a sole 7 miglia da Ponza.

    La traversata è breve ma spettacolare: delfini ci accompagnano per un tratto, regalando ai ragazzi il momento più emozionante della vacanza fino a quel momento.

    Palmarola è un gioiello: acqua trasparente, falesie erose dal vento, grotte nascoste.

    Ancoriamo a Cala del Porto (detta Cala del Francese) e passiamo la giornata tra bagni, esplorazioni in tender e una lezione di nodi marinari (gassa d’amante, parlato, nodo piano) che i ragazzi imparano con sorprendente velocità.

    Pranzo freddo in barca – insalata di polpo e patate – e poi una veleggiata lenta intorno all’isola, osservando le formazioni basaltiche che lo skipper ci spiega come “cattedrali di lava solidificata”.

    Serata tranquilla in rada, cullati dal rollio leggero.

    Giorno 4 – Martedì: Ventotene, il cuore storico

    Partenza all’alba per una traversata più lunga: 22 miglia verso Ventotene.

    Il vento è favorevole e riusciamo a issare il gennaker per una navigazione veloce.

    Ventotene ci accoglie con il suo porto romano scavato nel tufo, opera ingegneristica di 2000 anni fa.

    Lo skipper ci guida in un tour storico: la villa imperiale di Giulia, figlia di Augusto, relegata qui in esilio; le cisterne romane; il fascino di un’isola che ha visto passare fenici, romani, borbonici e contrabbandieri.

    La sera ceniamo a bordo, ma prima un aperitivo in piazza, tra chiacchiere con i pescatori locali e il suono delle onde che entrano nel porto vecchio.

    Giorno 5 – Mercoledì: Santo Stefano e snorkeling

    Piccola traversata fino all’isolotto di Santo Stefano, famoso per il suo carcere borbonico a pianta circolare.

    Lo ammiriamo dal mare, poi ci spostiamo in una caletta protetta per una sessione di snorkeling: fondali ricchi di praterie di posidonia e banchi di occhiate.

    Il pomeriggio, di ritorno a Ventotene, lo skipper organizza una caccia al tesoro nautica per i ragazzi: devono interpretare coordinate sulla carta e trovare “il punto X” – un dolce al cioccolato nascosto in un gavone.

    Giorno 6 – Giovedì: ritorno verso Ponza

    Navighiamo di bolina verso Ponza.

    Il vento è teso, e lo skipper ci fa partecipare alle manovre: riduzione di randa, virate serrate, regolazioni fini delle vele. I ragazzi, ormai a loro agio, si alternano come equipaggio attivo.

    Nel pomeriggio ormeggiamo in rada a Frontone per un ultimo tuffo. Cena in pozzetto con spaghetti alle vongole preparati dallo skipper, che tra un mestolo e una battuta ci insegna anche come stimare la velocità della barca senza strumenti, solo guardando la scia.

    Giorno 7 – Venerdì: ultima notte in mare

    Decidiamo di salpare nel pomeriggio per una navigazione notturna verso Nettuno.

    Ultimo tramonto in mare aperto, con il vento che ci sospinge dolcemente verso la costa laziale.

    Durante la notte, lo skipper spegne per un momento tutte le luci di bordo ed è magia pura.

    Giorno 8 – Sabato mattina: rientro a Nettuno

    Entriamo in porto all’alba.

    Il nostro viaggio in barca a vela alle Isole Pontine è finito, ma nei nostri occhi resta l’eco di onde, risate e storie antiche.

    I ragazzi scendono con un bagaglio che va oltre il trolley: hanno imparato a governare una barca, a rispettare il mare e a riconoscere le costellazioni.

    Siamo felici, ricaricati e pronti a riprendere le nostre vite in terraferma ma con un nuovo spirito e già con la mente al prossimo viaggio in barca da organizzare con gli amici di OkDock.

    📌 Suggerimenti pratici per chi vuole replicare l’itinerario

    • Periodo consigliato: giugno e settembre, per clima mite e minor affollamento.
    • Vento prevalente: Maestrale, ottimo per le tratte tra le isole.
    • Ormeggi: Ponza e Ventotene hanno porti attrezzati, ma conviene alternare con rade per godersi la tranquillità.
    • Cucina di bordo: privilegiare pesce fresco e piatti semplici; avere sempre scorte di acqua dolce e frutta.
    • Coinvolgere i ragazzi: alternare momenti di apprendimento nautico con attività ludiche in mare.
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