13 Dicembre 2025

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    Alla scoperta del Golfo dei Poeti, sospesi tra Lerici e Portovenere

    Un weekend in barca a vela alla scoperta del Golfo dei Poeti, delle sue bellezze e dei suoi segreti, tra Lerici e Portovenere.

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    Venerdì, si parte da Porto Mirabello

    Il sole inizia a scendere dietro le colline della Liguria quando saliamo a bordo della nostra barca a vela, ormeggiata a Porto Mirabello, il cuore pulsante della nautica spezzina.

    La brezza di maestrale ci accarezza mentre controlliamo carte nautiche, cambuse e dotazioni.

    Porto Mirabello è più di un porto: è una terrazza sul Golfo dei Poeti, che già dal nome promette poesia e storia.

    Lasciamo lentamente l’ormeggio, la prua punta verso ovest.

    Attraversando il canale tra il porto commerciale e il castello San Giorgio che veglia dall’alto sulla Spezia, ci inoltriamo nel cuore blu del golfo. 

    l profilo dei colli di Lerici e Tellaro si staglia contro l’arancio del tramonto, in sottofondo, il suono ritmico dell’acqua sulla carena ci accompagna.

    Passiamo davanti a Portovenere, che vista dal mare è un quadro: le casette color pastello si affacciano sul mare, strette l’una all’altra, come se cercassero calore.

    Ci ancoriamo in rada a Le Grazie, nella quiete della sera. Cena a bordo, sotto un cielo trapunto di stelle.

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    Sabato – Le isole del mito: Palmaria, Tino e la rotta verso Lerici

    L’alba ci sveglia con luce dorata.

    Il primo caffè viene sorseggiato in pozzetto mentre il sole indora la facciata di Portovenere.

    Salpiamo presto e dirigiamo la prua verso l’isola Palmaria.

    L’acqua è limpida, il fondale sabbioso: gettiamo l’ancora davanti alla spiaggia del Pozzale, sul lato sud, e scendiamo a terra con il tender.

    La Palmaria è selvaggia: pini marittimi, grotte marine, sentieri nascosti. Qui la natura si mostra potente. Proseguiamo verso l’Isola del Tino, oggi zona militare, ma carica di spiritualità: vi morì San Venerio, e nei secoli l’isola fu rifugio di monaci ed eremiti. A settembre, l’isola apre le sue porte ai visitatori durante la festa del santo.

    Costeggiamo poi l’isoletta del Tinetto, minuscola, scoscesa, con i resti di un oratorio del VI secolo. È qui che il Mediterraneo racconta storie antiche, mescolando fede e naufragi, monaci e marinai.

    Il vento gira da sud, issiamo le vele e navighiamo a vela pura verso Lerici. La costa ligure orientale, con i suoi castelli e borghi, si mostra in tutto il suo splendore. 

    Pranziamo in rada davanti a Tellaro, uno dei borghi più belli d’Italia.

    Le casette rosa e rosse si aggrappano agli scogli, mentre il piccolo campanile guarda il mare. Qui si racconta la leggenda del polpo gigante che salvò il paese da un attacco saraceno, suonando le campane con i suoi tentacoli.

    Nel pomeriggio, ormeggiamo a Lerici. Scendiamo a terra per una passeggiata. Il castello domina il golfo, le vie del centro profumano di focaccia e basilico.

    Cena in un piccolo ristorante vista mare: trofie al pesto, acciughe marinate, un bicchiere di Vermentino.

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    Domenica – Il rientro tra calette segrete e racconti antichi

    Domenica mattina il mare è una tavola. Decidiamo di rientrare lentamente, costeggiando la linea frastagliata del Parco Naturale di Portovenere.

    Ci fermiamo in una piccola baia: un tuffo, una nuotata, il tempo che si dilata.

    Entriamo nel golfo, superiamo di nuovo San Pietro, e salutiamo la Palmaria.

    Porto Mirabello ci accoglie nel tardo pomeriggio. Ormeggiamo con il cuore pieno di immagini, colori, echi antichi.

    Un weekend in barca a vela da Porto Mirabello non è solo navigazione: è un tuffo nel tempo e nella bellezza, dove ogni scoglio racconta una storia, ogni onda custodisce una leggenda.

    È un modo di vivere il mare con lentezza, rispettandolo e lasciandosi guidare da vento e sogni.

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