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Navigare nello Stretto di Messina

Navigare nello Stretto di Messina, in qualsiasi parte dell’anno, rappresenta un’esperienza unica nel suo genere sotto diversi profili.

Questa stretta fascia di mare che separa la Sicilia dalla Calabria, raggiunge, nel punto minimo, la larghezza di circa 3,1 chilometri con fondali di profondità variabile con un massimo di circa 250 metri.

Chi pensa che lo Stretto sia un tratto di mare qualsiasi si sbaglia poiché siamo di fronte a un universo davvero unico nel suo genere.

Lo Stretto di Messina è innanzitutto un ecosistema complesso sotto il profilo della navigazione ma che affascina anche per la ricchezza della sua storia, per la bellezza naturale e per le sfide tecniche che impone.

Correnti forti e fortemente variabili creano spesso vortici e mulinelli con condizioni che possono variare anche nella medesima situazione a seconda del punto dello Stretto di Messina che si sta percorrendo e anche più volte nella stessa giornata.

Tutto ciò rende complessa la navigazione che, complice la pressoché costante presenza di vento e l’intenso traffico, consiglia l’attraversamento a soggetti particolarmente esperti.

Essi dovranno cimentarsi con un traffico marittimo che si dipana in tutte le direzioni e quindi sia lungo la direttrice Nord-Sud, per coloro che attraversano lo Stretto dallo Ionio verso il Tirreno o viceversa; sia lungo la direttrice Est-Ovest, per chi attraversa lo Stretto di Messina per andare da una sponda all’altra delle Regioni che ivi si affacciano (Sicilia e Calabria).

Dire Stretto di Messina vuol dire ritrovarsi in una narrazione che parte dalla mitologia greca secondo la quale questo tratto di mare era abitato dai mostri marini Scilla e Cariddi, che rappresentavano pericoli mortali per i marinai. Scilla era una creatura con sei teste di cane, mentre Cariddi era un vortice che inghiottiva e risputava l’acqua tre volte al giorno.

Ovviamente questo è soltanto il frutto della fantasia degli antichi greci ma rende davvero l’idea delle insidie che caratterizzano questo tratto di mare.

Chi decide, però, di avventurarsi (consigliamo unitamente a marinai esperti) lungo lo Stretto di Messina, si troverà ad apprezzare bellezze e paesaggi mozzafiato che assumono connotati sempre diversi a seconda del gioco di luci e di colori del momento.

Chi volesse fermarsi per godere questa meraviglia, ha l’imbarazzo della scelta: Messina, in tutta la sua lunghezza da Capo Scaletta a Torre Faro sul versante siciliano oppure Reggio Calabria, Villa San Giovanni o Scilla sul lato calabrese.

La cultura spazia da monumenti unici come il Duomo e l’orologio astronomico a Messina o i Bronzi di Riace presso il Museo di Reggio Calabria.

E se poi ci si volesse ristorare, le sponde dello Stretto di Messina offrono un’enorme varietà di cibi dolci e salati proposti nelle forme più diverse dal più informale venditore di Street-Food fino al più raffinato locale di tendenza.

Insomma, navigare nello Stretto di Messina restituisce ogni volta esperienze diverse, un itinerario da affrontare in sicurezza e doveroso rispetto ma che certamente sarà in grado di soddisfare anche i gusti più difficili e ripagare anche le più remote aspettative.

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